La Bulgaria sulla strada per liberarsi dal fumo

           La libertà dal fumo si fa strada anche in Bulgaria, che potrebbe rifiorire come l’Italia liberata da Sirchia.  Intorno al 18/2/2012 la Commissione salute del Parlamento ha approvato un emendamento1 che fa proprie le indicazioni dell’OMS.  

     In particolare renderà liberi dal fumo passivo tutti i luoghi pubblici chiusi, poi i ristoranti e i bar (attualmente ci sono aree molto mal separate, quasi del tutto inefficaci)2, i cortili scolastici.   La sola previsione di ciò porta che il 10% dei tabagisti bulgari riferisce che intende smettere, cioè guarire, in vista delle nuove norme: queste previsioni su milioni di persone che si salverebbero la vita, o vengono mal percepite, o censurate.

     Esattamente come avvenne con gli sprovveduti e ignoranti ristoratori italiani, anche in Bulgaria i ristoratori temono che liberando dal fumo passivo diminuiscano i clienti: per fortuna il loro Ministro della Salute Konstantinov gli ha ripetuto – ammesso che salute e sicurezza siano secondari a qualcosa – che “Nei paesi dove già c’è il divieto, dopo un po’ i clienti ritornano e possono anche aumentare”.

         Il pregiudizio però è duro a morire, anche perchè le informazioni contrarie (si veda lo studio citato nel link sopra da AP) non sono divulgate, così il 77% di un campione intervistato fa la stessa previsione dei ristoratori, e addirittura il 56% del campione è contrario alla libertà dal fumo in tutti i luoghi.  

(1) Fonte : Sofia Echo, 18/2/2012

(2) Per ragioni fisiche è molto complesso separare con sicurezza i locali con fumo, dal resto.   Sono necessari complessi e grandi ventilatori, paratie, impianti e filtri che rendono – ovviamente – il tutto costosissimo.  Infatti in Italia pochissimi ristoranti si sono attrezzati in tal senso.   Ma la cosa più importante è che nonostante questo non è morto nessuno ! anzi, nei ristoranti si può entrare e sono calati i ricoveri per infarto.

Austria? No, grazie ! troppo fumo

      Grazie alla legge Sirchia, il cui primo firmatario era l’On.Boscetto, l’Italia è stata liberata dal fumo nei luoghi pubblici, balzando a brillare in positivo nel contesto internazionale, dando la spinta ad altre nazioni.

     Tra quelle ancora affumicate c’è l’Austria, dove solo i luoghi di lavoro sono liberati, mentre i locali di ritrovo (ristoranti, bar, hotel, pub, discoteche)  sono ancora invasi dalle sostanze molto nocive del fumo.   Il divieto in vigore è parziale.

Austria bandiera X

     Poco tempo fa l’inquinamento di quei locali è stato misurato dai dottori Pletz e Neuberger (1) , con risultati (ovviamente) impressionanti: le concentrazioni di PM 2,5 raggiungevano la misura di ben  443,7  microgrammi per metro cubo !!

     Queste sono le particelle più piccole, che possono quindi raggiungere le parti più profonde dell’albero bronchiale.  Ma il bello è che i limiti massimi sono dell’ordine delle poche decine: l’Unione Europea li ha fissati a 25.  In Austria sono 17 volte superiori !! I livello massimo qui citato  era nei bar, nelle discoteche  (2) era a 421, nei pub 147, nei caffè 106, nei ristoranti 23.   

     Aria Pulita sconsiglia di andare in vacanza in Austria, o comunque di tener presente questo grave inquinamento.   Aria Pulita suggerisce di riflettere su quanto è stata importante la Legge 3/2003 che ci ha liberato di tutta questa robaccia.

 

(1) Pletz e  Neuberger su “Atmosphere” 1011, 2(2); divulgato da Tobacco Science di SITAB

(2) Nelle discoteche riemerge l’italiano che è dentro i bambini, si perchè per affumicare gli altri 6 anni dopo la Legge Sirchia, far finta di niente, è una provocazione da bambini (dipendenti). Ci sono segnalazioni di affumicamenti in discoteca (clicca qui).

Italiani favorevoli ad aree esterne libere dal fumo

       Stavolta possiamo essere un po’ ottimisti.  Gli italiani sono favorevoli a creare aree libere dal fumo in alcuni luoghi esterni.   La conferma viene da uno studio pubblicato su “Tobacco Control” (1) di Gallus e altri esperti colleghi italiani (2)

Parco urbano - wikipedia

Con delle interviste a campioni rappresentativi condotte negli anni 2009-2010, si sono riscontrate queste percentuali di favore verso il liberare aree esterne dal fumo:

      •  
    • luogo

      % generale

      % tra tabagisti

      parchi pubblici 64,6 32,9
      stadi 68,5 38,2
      spiagge 62,1 31,2
      cortili di scuole 85,9 67,6
      esterno di ospedali 79,9 55,3

   Queste alte percentuali testimoniano almeno una sensibilità molto maggiore al problema: il fumo anche all’aperto può disturbare, anche molto, alcune persone.  Quello che per la persona dipendente da nicotina appare un diritto scontato, per chi è costretto a respirare il fumo altrui è prevalentemente un disturbo.    L’avversione all’istituzione di aree libere dal fumo presente in alcuni tabagisti, è il classico “falso problema”, il tipico capro espiatorio determinato dallo stato di dipendenza da nicotina, che porta a costruire un nemico esterno (pensiamo a quante ne sono state dette contro Sirchia) per la difficoltà (legittima) a tollerare un conflitto/problema interno.


(1) L’articolo è stato divulgato da “Tobacco Science” della SITAB.

(2) Gallus e Rosato dell’Ist. di ricerche farmacologiche Mario Negri; Zuccaro e Pacifici di ISS, Colombo di Doxa, Manzari dell’Univ. di Torino, La Vecchia della Clinica del lavoro L.Devoto (MI).

Pubblicato il bilancio di 7 anni con la “Legge Sirchia”

           Con un po’ di confusione circa gli scopi della Legge 3/2003 (1) (a cui ogni tanto si attribuisce l’intenzione di affrontare il tabagismo in generale), il 10 Gennaio 2012 è stato pubblicato un importante documento dal Ministero della Salute: il Rapporto 2011 sulle Attività per la prevenzione del tabagismo.

Repvbblica Italiana - Ministero della salute

 

Bicchiere mezzo pieno, o mezzo vuoto ?

               Nel testo sono presentate iniziative che anche a noi possono sembrare molto limitate: si tratta comunque di attività nate tutte dopo il 2000, o dopo il 1998 (anno che consideriamo l’inizio della rivoluzione contro il fumo in Italia) (2).  Per un momento mettiamo da parte le necessarie critiche e pensiamo ad un bicchiere “mezzo pieno”, o meglio, stiliamo prima le critiche (all’indirizzo di vari soggetti, soprattutto per omissione), poi gli aspetti positivi indicati

Il bicchiere “mezzo vuoto” – critiche

     Nel testo (es. a pag.2) si confonde la lotta al fumo passivo (e la Legge Sirchia) con la lotta al fumo attivo; questa confusione è molto frequente, e a volte porta ad accusarla anche di non aver ridotto molto il tasso di tabagisti. A pagina 6 è scritto Attività di monitoraggio dell’applicazione della legge [Sirchia], quindi seguono 5 punti di cui 3 (il 1, il 4, il 5) , che con la legge non hanno alcun legame o quasi.

        Si scrive che sono necessari “un grande impegno e lo sviluppo di politiche e interventi in ambiti diversi da quello sanitario” : circa le iniziative politiche, ogni giorno qui ne denunciamo la quasi totale assenza almeno da parte dei singoli partiti, della società, dei cittadini.

     E’ necessario, come fa il Ministero, ribadire che “il tabacco provoca più decessi di alcol, aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. L’epidemia del tabacco …”.

     Il negativo del passo seguente non lo addebitiamo tanto al Ministero, quanto al resto dei soggetti, completamente ignoranti e presi da problemi “alti” : “sono esposti al fumo passivo, tanto che, ogni anno, 19.000 europei non fumatori muoiono per effetto dell’esposizione al fumo passivo, a casa o sul luogo di lavoro.”: 19.000 morti, molti più del “disastro” di Fukushima, forse qualcuno deve imparare a contare.

        Il Ministero segnala un fatto gravissimo, secondo l’indagine Global Youth Tabacco Survey (anno scolastico 2009-10) su 1.800 ragazzi di 13-15 anni, “il 46% ha ammesso di aver fumato almeno una volta nella vita e il 92% di loro ha dichiarato che i rivenditori non si sono mai rifiutati di vendergli le sigarette nonostante l’età. ”. Complimenti !

      I Carabinieri dei NAS hanno trovato 94 (novantaquattro) persone a fumare nei posti che dovevano essere liberi dal fumo: con tutto il bene che vogliamo ai NAS, ci sembrano pochi. Forse pochi sono stati i controlli (3.824), o fatti in posti/ore non del tutto adeguati; influirà anche un problema di risorse di carabinieri e di denaro ma l’elevata riduzione di infarti (citata sotto) rende questi controlli salvavita assolutamente necessari. Ma possiamo anche concludere che in fondo la Legge Sirchia è abbastanza rispettata.

         Purtroppo è diminuita la percentuale di fumatori che tenta di smettere (dal 36% al 26,7%) nel periodo 2005-10. Secondo noi il contesto – uno dei 3 elementi del tabagismo insieme a individuo e sostanza, proprio non aiuta: mancano campagne adeguate, manca l’aiuto della società civile, dei cittadini, di quasi tutti i politici.

     Rovesciamo un passo citato oltre: a pag. 9 si parla 17 progetti CCM approvati dal 2004 per una somma totale di 7 milioni: bruscolini ! Un’inezia sia in confronto agli incassi vendendo il tabacco, sia rispetto alle spese sanitarie per curare i danni da tabagismo.

Il bicchiere “mezzo pieno” – aspetti positivi

   In ordine di apparizione nel testo: Il CCM (Centro Controllo Malattie) forse non esisteva, è negli anni ha prodotto utili attività. (3). E non c’era nemmeno il Programma guadagnare salute, né i necessari accordi Stato-Regioni per attuare concretamente le politiche antifumo; a pag. 9 si parla di questi e di 17 progetti CCM approvati dal 2004 per una somma totale di 7 milioni.

    E’ ottimo ribadire che contro il tabagismo “è necessario, infatti, tenere conto delle implicazioni sociali, culturali, ambientali”.

       E’ utile che si sottolinei “della legge Sirchia che ha esteso la tutela a tutta la popolazione e rivoluzionato l’atteggiamento culturale nei confronti del fumo che da regola è diventata un eccezione”, se poi si scrivesse quale soggetto per primo nel 2001 si è messo dalla parte dei non-fumatori (Aria Pulita), sarebbe perfetto.  

         Bene anche il ricordare (noi non avevamo fatto il conto) che “Il tabacco è una causa nota o probabile di almeno 25 malattie” .

   Dopo a pag. 6 si legge che “nel corso del 2010 si stima che le vendite di sigarette si sono ridotte del 2,4%, rispetto al 2009” e che “La diminuzione delle vendite di sigarette è pari a circa il 12% in meno rispetto al 2004. […] ” : ecco il motivo delle tante polemiche contro Sirchia, il denaro, gli euro, l’arricchirsi sulla vita di milioni di italiani.  Purtroppo poi c’è un “notevole aumento delle vendite del tabacco trinciato … le cui vendite sono più che triplicate (+204%) dal 2004”, speriamo che non abbia bilanciato il precedente dato positivo.

       Viene ribadito ancora una volta che la legge contro il fumo passivo ha ridotto il numero di infarti in Italia: nessuno dei tanti che fanno o che seguono la politica ha notato questo dato eclatante: vite umane salvate. Il problema è che la mente umana ha bisogno di vedere “storie” pietose, di sentire nome e cognome (e ha bisogno di molto altro) per cui queste rivoluzioni positive sembrano aride. La riduzione degli infarti varia, a seconda degli studi, dal –13% al –11% in Italia, e tra tutti quelli considerati dal Ministero varia dal –14% (Irlanda) al –4,7 (Italia per persone <70 anni).


(1) Essa aveva come scopo esplicito anche nel titolo, la “Tutela della salute dei non-fumatori”: non era nei suoi fini l’affrontare il fumo attivo.

(2) Il 1° storico convegno, il cui logo è sempre in alto nella home page di questo sito, è il convegno all’università di Padova.

(3) Il 24/1/2008 organizzò un ottimo convegno “Verso una società libera dal fumo”, a cui parteciparono anche esperti internazionali del calibro del belga Luk Joossens (Advocacy Officer ECL European Cancer Leagues; qui sotto fotografato insieme a chi scrive)

 

Jossens e Massimo-400-400

Falsi miti sul fumo passivo

     Migliaia di persone impiegano la vita teorizzando complotti inverosimili anche ai bambini di 4 anni: è il fenomeno del “complottismo” che vede sempre malevole intenzione dietro mille fenomeni: l’attacco alle “Torri” di New York nel 2001, le “scie chimiche”, negano che l’uomo sia mai stato sulla luna (i “lunacomplottisti”) e via dicendo.  

         Intanto c’è la realtà: l’industria del tabacco ha sempre falsificato o mistificato mille documenti, 7  manager della Philip Morris & compagnia (Big Tobacco) giurarono il 14 aprile 1994 che la nicotina non creava dipendenza :

Giurano no dipendenza 7 Big tobacco

     I “complottisti” non si occupano mai dei veri complotti, quelli a danno dei singoli fumatori.   Tra le loro azioni c’è stata quella di minimizzare o negare i danni da fumo passivo (i disturbi e i fastidi non erano nemmeno presi in considerazione), il tutto con la tattica dello “spargere dubbi” o del creare miti.  Falsi, come questi smascherati dall’OMS nel 2007 e tradotti da ISS – OSSFAD, che AP pubblica nel 7° anniversario della Liberazione dal fumo passivo  [N.B. il testo tra parentesi quadre è aggiunto da AP]:


Giornata Mondiale senza Tabacco 2007             World No Tobacco Day 2007
Ambienti senza fumo” 
Traduzione e adattamento a cura dell’OssFAD da:
http://www.who.int/tobacco/communications/events/wntd/2007/en/index.html

[(FALSI) MITI sul fumo passivo ]

MITO: “il fumo passivo e’ solo una seccatura”.
SBAGLIATO: il fumo passivo non e’ una seccatura, ma rappresenta un rischio per la salute.  Causa almeno 200,000 morti all’anno solo nei luoghi di lavoro (il 14% di tutte le morti per  malattia  legate  all’ambiente  di  lavoro)  e  il  2.8%  di  tutti  i  tumori  al  polmone.  Molte  di queste persone lavorano in ristoranti e luoghi  pubblici, ma il problema può esserci in ogni ambiente di lavoro. Complessivamente, il 5% delle malattie e’ causato dal fumo passivo.
INFORMATEVI:  per  sostenere  le  loro  pretese,  l’industria  e  i  suoi  sostenitori  fanno riferimento a studi superati, alcuni dei quali finanziati dalla stessa industria del tabacco o da organizzazioni  affiliate,  le  cui  conclusioni  sono  che  non  ci  sono  sufficienti  evidenze  per affermare  che  il  fumo  di  tabacco  sia  dannoso.  Ci  sono  invece  recenti  rapporti  sul  vero
impatto che il fumo passivo ha sulla salute. 
 
MITO:  “un  accordo  condiviso  propone  una  “scelta  di  cortesia”  per  alloggiare
fumatori e non fumatori”.
SBAGLIATO:  La  “scelta  di  cortesia”  richiede  una  tolleranza  dei  non  fumatori  e  non  è efficace per proteggere le persone dai danni del fumo passivo e rappresenta una barriera per l’implementazione di misure di protezione efficaci.
INFORMATEVI: la “scelta di cortesia”, dove fumatori e non-fumatori vivono in armonia, è stata una delle campagne promozionali più forti dell’industria del tabacco. L’industria del tabacco  sostiene    che  questo  approccio  promuove  la  tolleranza  e  richiede  che  fumatori  e non fumatori condividano gli stessi spazi. In paesi come Finlandia, Irlanda, Nuova Zelanda, Uruguay, California e in altri paesi, i governi hanno concluso che queste misure volontarie non proteggono adeguatamente la salute delle persone e quindi hanno scelto di introdurre una legislazione di divieto del fumo.  
 
MITO:  “i  sistemi  di  ventilazione  proteggono  i  non  fumatori  dall’esposizione  al fumo passivo”.
SBAGLIATO:  Le  industrie  hanno  promosso  l’istallazione  e  l’uso  di  costosi  sistemi  di ventilazione e di attrezzature, nel tentativo di far stare fumatori e non fumatori negli stessi spazi chiusi. Questo è un tentativo per evitare l’introduzione di divieti più restrittivi. In ogni caso,  i  sistemi  di  ventilazione  sono  non  solo  costosi  ma  sono  anche  inefficaci:  solo  gli ambienti senza fumo al 100% proteggono le persone dall’esposizione.
INFORMATEVI:  il  tabacco  contiene  sia  particelle  che  gas.  I  sistemi  di  ventilazione  non possono rimuovere particelle e certamente non i gas. In aggiunta, molte particelle vengono
inalate  o  si  depositano  su  vestiti,  mobili,  pareti,  soffitti,  etc.  prima  che  possano  essere aspirate. Mentre l’aumento del tasso di ventilazione riduce le concentrazioni delle polveri inquinanti  negli  ambienti  chiusi,  compreso  il  fumo  di  tabacco,  sarebbe  necessario  un aumento  di  100  volte  il  comune  standard  di  ventilazione  solo  per  controllare  gli  odori.
Inoltre, sarebbero necessari livelli di aspirazione più alti per eliminare le tossine, e questa è l’unica alternativa sicura per la salute. Per eliminare le tossine dal fumo passivo sarebbero necessari così tanti ricambi di aria che sarebbe non pratico, scomodo ed insostenibile.  
 
MITO: “gli ambienti senza fumo non verranno mai realizzati” SBAGLIATO: gli ambienti senza fumo sono ampiamente voluti sia dai fumatori che dai non fumatori e, se fatti osservare correttamente, rappresentano il modo più sicuro di proteggere le persone dall’esposizione al fumo passivo. Inoltre, incoraggiano i fumatori che desiderano
smettere, facilitandoli sia nello smettere che nel restare astinenti.
INFORMATEVI: Le testimonianze di molti paesi, come Irlanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Scozia, Italia così come di molte città, come San Francisco, El Paso, Boston e New York negli  Stati  Uniti,  mostrano  che  gli  ambienti  senza  fumo  ci  sono,  hanno  il  consenso  delle persone,  ed  i  livelli  di  consenso  possono  avvicinarsi  al  100%  quando  ci  sono  buoni meccanismi di applicazione.
 
™MITO: “ gli ambienti senza fumo diminuiranno gli affari dei ristoranti e bar”
SBAGLIATO: Numerosi studi condotti in Canada, Irlanda, Italia, Norvegia e città quali El Paso  e  New  York,  mostrano  che,  mediamente,  gli  affari  rimangono  agli  stessi  livelli  o perfino aumentano dopo il divieto di fumo. 
INFORMATEVI: sebbene nessuno studio abbia dimostrato che i divieti di fumo influenzano negativamente  gli  affari,  l’industria  del  tabacco  proverà  a  convincere  del  contrario propietari di locali e politici, facendo riferimento a studi poco rigorosi nelle loro analisi e con  campagne  per  ritardare  o  scoraggiare  l’introduzione  di  legislazioni  per  gli  ambienti senza fumo. 
 
MITO: “i divieti di fumare infrangono i diritti e la libertà di scelta dei fumatori”.
SBAGLIATO:  i  divieti  di  fumare  non  infrangono  alcun  diritto.  Riguardano  la  tutela  della salute delle persone.
INFORMATEVI: ne vale la pena ricordare che molte persone non fumano e che la maggior parte dei fumatori vuole smettere. Molti fumatori non fanno uso di tabacco per scelta ma per la dipendenza causata dalla nicotina contenuta in tutti i prodotti del tabacco. Il diritto delle  persone  di  respirare  aria  pulita,  senza  veleni,  ha  la  precedenza  rispetto  ad  ogni possibile diritto dei fumatori di inquinare l’aria respirata da altre persone. Non si tratta della
libertà di usare un prodotto legale. Riguarda dove fumare per evitare di mettere in pericolo la salute di altre persone. 

Giornata Mondiale senza Tabacco 2007   – World No Tobacco Day 2007
“Ambienti senza fumo” 
Traduzione e adattamento a cura dell’OssFAD da:
http://www.who.int/tobacco/communications/events/wntd/2007/en/index.html


7 anni di Liberazione dal fumo passivo

Grazie ad Aria Pulita oggi 10 Gennaio 2012 si possono festeggiare 7 anni di libertà dal fumo passivo in gran parte dei luoghi chiusi;

sala ristorante-400

soprattutto i ristoranti sono stati trasformati, da squallide "fumerie con uso cucina" sono diventati luoghi di piacere,  vera socialità (1), dove gustare cibi senza tossire, dove poter portare i bambini, da cui si esce senza lacrime da formaldeide ( è nel fumo) né puzzare di fumo.

Mangosi - Vietato fumare 2

     Molti autori della “rivoluzione” italiana li abbiamo nominati; oggi ci piace citare Roberto Mangosi, abilissimo disegnatore che molte volte ha collaborato con Gea2000.  Ebbene la sera del 9 Gennaio 2005, quando si aspettava l’avvio della “Legge Sirchia”, Roberto Mangosi era con noi, con Mangiaracina, la truppa del Codacons, e altri.

       Eccolo mentre pochi minuti prima della liberazione dal fumo disegna il fumatore-marionetta (prigioniero della dipendenza)

Roberto Mangosi 10 Gennaio 2005

(1) Cosa c’è di peggiore di un “amico” che ti soffia fumo in faccia ?  o anche di uno che semplicemente ci riempie il luogo dove sei ?

L’estensione delle aree libere dal fumo fa bene al cuore, anche in Spagna

"Fa soltanto bene", così si possono riassumere l’effetto delle iniziative volte a rendere liberi dal fumo ("smokefree" e il termine sempre più usato dall’OMS) tutti i luoghi chiusi.  Quando in Italia ci si stava arrivando il clima mediatico-sociale ricordava quello del medioevo nell’imminenza dell’anno 1000; minacce, migliaia di adulti che regredivano a livelli infantili pronunciando discorsi terribili, ricatti, scherno, tentativi di deviazione su altri argomenti, ma soprattutto previsioni nere : si erano sbagliati, non solo non è accaduto nulla di negativo, ma addirittura con la minore esposizione al fumo passivo (si pensi poi a quanto fa più danni quello attivo) nei Pronto soccorso sono diminuiti del 7%  i ricoveri per infarto (vedi link per studio di Epicentro -ISS) e situazioni simili.

Spagna-400

Ora anche la Spagna è passata ad avere più luoghi pubblici liberi dal fumo, anche lì si è svolto uno studio anche più concreto pubblicato su BMJ  (contava le persone effettivamente morte per infarto) con risultati straordinariamente molto simili:  -9%  per i maschi, -8,7% per le femmine.   E’ difficile pensare ad un provvedimento tanto semplice che possa dare un beneficio tale; tutti i cardiologi del mondo, tutti i Ministeri della salute del pianeta stapperebbero bottiglie di champagne al trovare un’azione che desse tali risultati .

Ecco la sintesi della ricerca di Villalbi J.R. e colleghi "L’estensione delle aree libere dal fumo sulla mortalità da infarto acuto del miocardio, prima e dopo lo studio": consultando i dati statistici 2004-2007, dopo l’estensione ci sono stati -9% morti per i maschi, -8,7% per le femmine. Si può concludere che "..l’estensione delle aree libere dal fumo in Spagna è associata con una riduzione della mortalità per infarto acuto del miocardio, specie negli anziani. "  Meno fumo passivo, meno infarti mortali.  Viene da cantarla come Ally "Meno fumo, più profumo".