Con un po’ di confusione circa gli scopi della Legge 3/2003 (1) (a cui ogni tanto si attribuisce l’intenzione di affrontare il tabagismo in generale), il 10 Gennaio 2012 è stato pubblicato un importante documento dal Ministero della Salute: il Rapporto 2011 sulle Attività per la prevenzione del tabagismo.

Bicchiere mezzo pieno, o mezzo vuoto ?
Nel testo sono presentate iniziative che anche a noi possono sembrare molto limitate: si tratta comunque di attività nate tutte dopo il 2000, o dopo il 1998 (anno che consideriamo l’inizio della rivoluzione contro il fumo in Italia) (2). Per un momento mettiamo da parte le necessarie critiche e pensiamo ad un bicchiere “mezzo pieno”, o meglio, stiliamo prima le critiche (all’indirizzo di vari soggetti, soprattutto per omissione), poi gli aspetti positivi indicati
Il bicchiere “mezzo vuoto” – critiche
Nel testo (es. a pag.2) si confonde la lotta al fumo passivo (e la Legge Sirchia) con la lotta al fumo attivo; questa confusione è molto frequente, e a volte porta ad accusarla anche di non aver ridotto molto il tasso di tabagisti. A pagina 6 è scritto Attività di monitoraggio dell’applicazione della legge [Sirchia], quindi seguono 5 punti di cui 3 (il 1, il 4, il 5) , che con la legge non hanno alcun legame o quasi.
Si scrive che sono necessari “un grande impegno e lo sviluppo di politiche e interventi in ambiti diversi da quello sanitario” : circa le iniziative politiche, ogni giorno qui ne denunciamo la quasi totale assenza almeno da parte dei singoli partiti, della società, dei cittadini.
E’ necessario, come fa il Ministero, ribadire che “il tabacco provoca più decessi di alcol, aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. L’epidemia del tabacco …”.
Il negativo del passo seguente non lo addebitiamo tanto al Ministero, quanto al resto dei soggetti, completamente ignoranti e presi da problemi “alti” : “sono esposti al fumo passivo, tanto che, ogni anno, 19.000 europei non fumatori muoiono per effetto dell’esposizione al fumo passivo, a casa o sul luogo di lavoro.”: 19.000 morti, molti più del “disastro” di Fukushima, forse qualcuno deve imparare a contare.
Il Ministero segnala un fatto gravissimo, secondo l’indagine Global Youth Tabacco Survey (anno scolastico 2009-10) su 1.800 ragazzi di 13-15 anni, “il 46% ha ammesso di aver fumato almeno una volta nella vita e il 92% di loro ha dichiarato che i rivenditori non si sono mai rifiutati di vendergli le sigarette nonostante l’età. ”. Complimenti !
I Carabinieri dei NAS hanno trovato 94 (novantaquattro) persone a fumare nei posti che dovevano essere liberi dal fumo: con tutto il bene che vogliamo ai NAS, ci sembrano pochi. Forse pochi sono stati i controlli (3.824), o fatti in posti/ore non del tutto adeguati; influirà anche un problema di risorse di carabinieri e di denaro ma l’elevata riduzione di infarti (citata sotto) rende questi controlli salvavita assolutamente necessari. Ma possiamo anche concludere che in fondo la Legge Sirchia è abbastanza rispettata.
Purtroppo è diminuita la percentuale di fumatori che tenta di smettere (dal 36% al 26,7%) nel periodo 2005-10. Secondo noi il contesto – uno dei 3 elementi del tabagismo insieme a individuo e sostanza, proprio non aiuta: mancano campagne adeguate, manca l’aiuto della società civile, dei cittadini, di quasi tutti i politici.
Rovesciamo un passo citato oltre: a pag. 9 si parla 17 progetti CCM approvati dal 2004 per una somma totale di 7 milioni: bruscolini ! Un’inezia sia in confronto agli incassi vendendo il tabacco, sia rispetto alle spese sanitarie per curare i danni da tabagismo.
Il bicchiere “mezzo pieno” – aspetti positivi
In ordine di apparizione nel testo: Il CCM (Centro Controllo Malattie) forse non esisteva, è negli anni ha prodotto utili attività. (3). E non c’era nemmeno il Programma guadagnare salute, né i necessari accordi Stato-Regioni per attuare concretamente le politiche antifumo; a pag. 9 si parla di questi e di 17 progetti CCM approvati dal 2004 per una somma totale di 7 milioni.
E’ ottimo ribadire che contro il tabagismo “è necessario, infatti, tenere conto delle implicazioni sociali, culturali, ambientali”.
E’ utile che si sottolinei “della legge Sirchia che ha esteso la tutela a tutta la popolazione e rivoluzionato l’atteggiamento culturale nei confronti del fumo che da regola è diventata un eccezione”, se poi si scrivesse quale soggetto per primo nel 2001 si è messo dalla parte dei non-fumatori (Aria Pulita), sarebbe perfetto.
Bene anche il ricordare (noi non avevamo fatto il conto) che “Il tabacco è una causa nota o probabile di almeno 25 malattie” .
Dopo a pag. 6 si legge che “nel corso del 2010 si stima che le vendite di sigarette si sono ridotte del 2,4%, rispetto al 2009” e che “La diminuzione delle vendite di sigarette è pari a circa il 12% in meno rispetto al 2004. […] ” : ecco il motivo delle tante polemiche contro Sirchia, il denaro, gli euro, l’arricchirsi sulla vita di milioni di italiani. Purtroppo poi c’è un “notevole aumento delle vendite del tabacco trinciato … le cui vendite sono più che triplicate (+204%) dal 2004”, speriamo che non abbia bilanciato il precedente dato positivo.
Viene ribadito ancora una volta che la legge contro il fumo passivo ha ridotto il numero di infarti in Italia: nessuno dei tanti che fanno o che seguono la politica ha notato questo dato eclatante: vite umane salvate. Il problema è che la mente umana ha bisogno di vedere “storie” pietose, di sentire nome e cognome (e ha bisogno di molto altro) per cui queste rivoluzioni positive sembrano aride. La riduzione degli infarti varia, a seconda degli studi, dal –13% al –11% in Italia, e tra tutti quelli considerati dal Ministero varia dal –14% (Irlanda) al –4,7 (Italia per persone <70 anni).
(1) Essa aveva come scopo esplicito anche nel titolo, la “Tutela della salute dei non-fumatori”: non era nei suoi fini l’affrontare il fumo attivo.
(2) Il 1° storico convegno, il cui logo è sempre in alto nella home page di questo sito, è il convegno all’università di Padova.
(3) Il 24/1/2008 organizzò un ottimo convegno “Verso una società libera dal fumo”, a cui parteciparono anche esperti internazionali del calibro del belga Luk Joossens (Advocacy Officer ECL European Cancer Leagues; qui sotto fotografato insieme a chi scrive)
