Non esiste metodo migliore di quello scientifico; tutti coloro che erano contrari a rendere i luoghi chiusi liberi dal fumo mostravano una invariabile ignoranza di contenuti minimi, e/o agivano da provocatori. Fino al 2000 nessun medico sosteneva la non-nocività del fumo passivo, ma quelli impegnati a contrastarlo realmente erano pochissimi.
Grazie anche all’eplosione di Internet nel 1995 in Italia, non è stato più possibile nascondere le migliaia di studi su malattie, disturbi, disagi e sofferenze da fumo passivo; il resto è la storia di Aria Pulita, della “legge a tutela dei non-fumatori” firmata da Boscetto e portata avanti da uno splendido Sirchia. Nei link seguenti si può dare un’occhiata nell’archivio di Pub Med cercando con le parole chiave “passive smoking” o ”second hand smoke“, e farsi un’idea.
Una piccola rassegna di studi per noi significativi è nelle sottopagine qui.